Jobu Design JR3 Kit

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Questo articolo per presentare e recensire il mio nuovo acquisto. La testa a bilanciere “JOBU DESIGN JR3 KIT” (Jobu Design).

Col passare del tempo ci si rende conto che per fare foto perfette, soprattutto in condizioni scomode, è necessario che i supporti all’attrezzatura siano efficenti e di qualità.

Per i fotografi naturalisti che usano tele pesanti diviene oramai fondamentale munirsi di teste in grado di sostenere lenti da migliaia di euro e abbondanti chili, e che allo stesso tempo non vincolino l’operatività del fotografo.

Allo scopo molti produttori nel tempo hanno portato in auge la soluzione della testa a bilanciere, o gimbal head come la chiamano gli anglosassoni, questa soluzione grazie alla grande rigidità data dai materiali utilizzati (alluminio aereonautico, Ergal per i costruttori di qualità) e l’incredibile mobilità che tale soluzione rende possibile, trasformando lenti pesanti come il 600/4 in veri fuscelli, che possono essere giostrati senza il minimo sforzo e con la massima fluidità.

Questo grazie al bilanciamento del baricentro del sistema Corpo Lente e a sistemi di rotazione costituiti (nelle migliori realizzazioni) da cuscinetti a sfera o a cilindri.

Praticamente tutte le teste Gimbal possiedono clamp compatibili Arca-Swiss, anche se non sono sempre compatibili da costruttore a costruttore. Tale scelta, oramai standard (Manfrotto esclusa) permette un facile e sicuro aggangio delle lenti alla testa tramite l’utilizzo di piastre Arca Swiss, nonchè la possibilità di equilibrare perfettamente il sistema non essendo vincolati all’unico punto di ancoraggio previsto dai costruttori di lenti (vite 3/8).

Molti sono i produttori di tali teste, la prima e forse più conosciuta casa a produrre teste a bilanciere è la Wimberly con la sua WH-200 (ora in Versione II migliorata in molti aspetti) e che integra una clamp Arca Swiss compatibile.

Nel tempo tante case costruttrici si sono cimentate in diverse realizzazioni, alcune in maniera più originale, altre copiando il progetto e perfezionandolo o adattandolo a specifiche necessità.

Tra le case ricordo con piacere l’italiana Photoseiki con la sua TB-101 prodotta a partire da un singolo blocco di ERGAL e dalla forma squadrata e non tubolare.
Vanno poi menzionate altre importanti case quale la statunitense ProMediaGear che produce la particolare Katana Gimbal Head, e la Canadese Jobu Design con vari modelli tra cui quello oggetto della recensione.
A queste vanno aggiunte una serie di case Cinese e Coreane che producono anch’esse gimbal di buona qualità quale Benro con la GH-2, Triopo con la DG-3, la Coreana Photoclam con la sua Orion.

Tutte le teste sopra menzionate hanno caratteristiche comuni, la clamp e parallela al terreno ed è monobraccio; quest’ultimo è costituito da un singolo pezzo, vengono per questo definite Full Gimbal.

Altre case costruttrici hanno scelto soluzioni diverse come ad esempio la Custom Bracket e la Really Right Stuff rispettivamente con la CB Gimbal e la PG-02 in cui il braccio non è in un unico pezzo ma “creato” dall’accoppiamento di 2 barre di alluminio collegate con vari sistemi. Il vantaggio principale consiste nel poter essere facilmente smontate all’occorrenza e occupare molto poco spazio, pur mantenendo un eccellente efficenza e fluidità.

Merita una menzione una casa USA che utilizza un sistema non “full gimbal” ovvero con ottica applicata lateralmente su una piastra longitudinale al terreno, la famosa la Mongoose della 4th Generation Design.

Veniamo ora alla JOBU DESIGN JR3 evoluzione della JR2, o forse sarebbe meglio dire completa rivisitazione di quest’ultima. La casa Canadese è riuscita lentamente a trovare il proprio spazio grazie ai prodotti di alta qualità e lusinghiere recensioni di importanti fotografi professionisti (Robert O’Toole, Tobias Hjorth, David Cooper). La sua caratteristica a detta del costruttore e dei testimonial, e la sua estrema compattezza rispetto a tutte le concorrenti e il peso molto contenuto (solo 750gr circa), pur mantendo inalterate le qualità di robustezza e fluidità, grazie all’uso di cuscinetti ad aghi per la rotazione (panning) e il basculaggio (tilt).

A detta dell’amico Richard O’Toole che me l’ha procurata, può tranquillamente sostenere un 500/4, anche se la casa raccomanda l’uso con lenti fino al 300 2.8 IS (lente con cui uso tale testa, anche in accoppiata con i 2 TC Canon).

Tutte queste caratteristiche unite a un prezzo abbastanza competitivo (270-309€ in EU) e le lusinghiere recensioni mi hanno convinto a provare la Jobu.

CONCLUSIONI:

Dopo varie uscite posso dire che la JOBU JR3 si comporta in maniera egregia, riuscendo a gestire senza nessun problema anche la mia configurazione (Canon 1D Mark III e 300 2.8 + TCs). La sua compattezza e leggerezza non inficiano sulla capacità di carico e di movimento dei lunghi tele.

Ancora meglio se le vostre camere non includono un Battery Grip visto che si riesce ad ottenere un angolo di inclinazione ancora maggiore, ma per l’uso che ne faccio devo dire che lo trovo già più che sufficiente, visto che il 2x o l1.x allontanano il corpo macchina dal punto nodale.

Ovviamente ha dei limiti, primo fra tutti l’impossibilità di settare l’altezza del sistema lente obiettivo, se non attraverso i tre preset, probabilmente la caratteristica che la rende “JR” rispetto alla Black Widow sempre JOBU, o alla Wimberley o Photoseiki.

Certo è che per le mie applicazioni, e soprattutto per la facilità di trasporto, di presenta come una validissima alternativa “economica” ma totalmente gratificante, in grado di soddisfare i palati più sopraffini, mantendendo una trasportabilità unica che nei viaggi all’estero può rappresentare un immenso vantaggio.

Scatto molto spesso radente al suolo e devo dire che una testa come la JOBU JR3 per me è perfetta, garantendo la massima liberta di movimento ma anche un ottimo frizionamento e una stabilità da prima della classe.

E’ possibile scattare in condizioni “indecenti” e la foto qui in basso ne è un esempio lampante scattata conpoca luce è stato necessario un tempo di soli 1/250 a 600mm su APS-H. Il risultato in termini di dettaglio restituito e mancanza assoluta di mosso e micromosso è a mio parere ragguardevole.

Canon 1D Mark III, Canon EF 300mm f/2.8 L IS USM 2XII, 1/250 f/6.3, ISO 3200 Tripod and JOBU JR3

Sinceramente non saprei che chiedere di più da una Gimbal, prezzo contenuto, ingombro contenuto, ottimo sostegno anche con tele pesanti. Certo una regolazione verticale più precisa sarebbe stata l’ideale ma di contro il tutto sarebbe costato di più mentre la JOBU JR3 strizza l’occhio anche a chi utilizza tele meno pesanti quali il 400 5.6, 400 DO o i 70-200. Ma da quanto ho potuto constatare con mano è sicuramente in grado di digerire anche carichi pesanti (diciamo fino al 500/4).

Il mio plauso quindi va a questo piccola grande testa a bilanciere e ai produttori Canadesi che riescono a proporre sistemi di qualità a prezzi concorrenziali con i grandi marchi del settore.

ADDENDUM: JOBU JR3 Deluxe

Da poco tempo è uscita questa nuova versione della JR3 che vede la modifica del braccio basculante in uno più efficiente, in cui la clamp è integrata nel sistema e non aggancianta come nella precedente versione. Vi confesso che vorrei proprio provare la nuova soluzione ma 100$ Canadesi di differenza forse non sono giustificati, e comunque un esempio lampante di come la casa sia attenta ai particolare e sviluppi nel tempo i suoi prodotti.

Con questo chiudo e resto in atteso dei Vostri graditi commenti.

2 Comments

  1. Stefano Arrighi |

    Ciao Daniele, ottima recensione!

    Se posso chiederti, l’hai acquistata online? se sì, dove?

    Ti ringrazio

    Saluti

    Stefano

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    • ermoro |

      Me l’ha procurata Richard O’Toole che faceva da testimonial all’epoca, l’ho pagata in effetti molto poco rispetto al prezzo EU, circa 230€.

      In Europa i venditori sono pochi e il costo dalle circa 270€ è salita a 310€ (per esempio un ottimo negozio online è Jama.fr).

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